Isonzo - Ambiente2000

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Isonzo

ISONZO

Il secolare rapporto dell’uomo con l’acqua è il tratto saliente del paesaggio descritto dall’ Isonzo nel suo scorrere a valle e come tutti i fiumi crea gli insediamenti, le coltivazioni e i ritmi di vita degli uomini che vi abitano a ridosso, facilita incontri e scambi ma è anche luogo di scontri.
Una grande storia d’acqua, che nei secoli è stata via d’invasione, occasione di discesa a valle, frontiera, ostacolo e punto di scambio di civiltà. Un fiume che è sempre stato vitale per la creatività di mille lavori artigianali e contadini, che ha accompagnato e segnato la storia di milioni di uomini, sostenendone la vita ma anche vegliandone la morte.

Acqua e terra; i due elementi naturali che per secoli hanno plasmato il territorio che hanno segnato la vita dei contadini, dei cestai, dei caradori e dei marineri (chi estraeva e trasportava la sabbia e la ghiaia del fiume con i carri e con le barche), di tutta quella povera gente che dal fiume, o dalla sua vicinanza, ha tratto sostentamento; dove il rapporto tra uomo e natura era di collaborazione, dove il confronto con l’ambiente si viveva in modo istintivo , instaurando con esso una simbiosi più o meno marcata e un legame molto forte.
Allo stile di vita della società moderna, volto alla ricerca di una sempre maggiore opulenza, veniva contrapposta la semplicità, la sobrietà e l’innocenza di una vita condotta seguendo i ritmi della Terra.

Oggi la cultura e la natura convivono in un precario equilibrio con la realtà produttiva, demografica e infrastrutturale e ciò ha contribuito, anche per l’Isonzo al progressivo degrado ambientale dovuto all’inquinamento delle acque, all’artificializzazione dell’alveo e alla banalizzazione ecologica delle golene
a causa di un’ agricoltura intensiva soprattutto nel tratto italiano.

Ma la “Storia” rimane; è nel patrimonio genetico delle persone. Pensiamo forse di essere diversi ma il passato, i ricordi, tante piccole e grandi storie hanno contribuito a creare anche le nostre radici e il non dimenticarlo fa la differenza nell’essere persone responsabili e attente a quello che ci circonda, ai preziosi doni che ci sono stati dati e l’ISONZO è fra questi.

LABORATORIO ISONZO

Il fiume Isonzo è il più importante corso d’acqua transfrontaliero sul territorio nazionale e come per tutti i fiumi condivisi e necessaria una stretta collaborazione tra le autorità degli Stati confinanti, per garantire una gestione equa delle portate d’acqua e vigilare sulla qualità ecosistemica dei fiumi e sulla sicurezza idrogeologica.
Sulle risorse idriche insistono diversi fattori di pressione come l’agricoltura e le attività industriali che, da un lato, hanno un alto fabbisogno idrico e quindi vanno ad incidere sugli aspetti quantitativi e dall’altro, riversano nei corpi idrici i reflui delle loro attività. Tutto ciò può incidere anche pesantemente sugli aspetti qualitativi di acque superficiali e sotterranee, alterando la natura di questi ecosistemi particolarmente sensibili agli impatti e alle alterazioni antropiche.
Proprio nell’ottica di una maggior tutela, la Regione Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dell’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, ha attivato il “Laboratorio Isonzo”.
Uno strumento partecipativo, per individuare proposte condivise, secondo i principi introdotti dalle Direttive comunitarie sulla tutela delle acque e sulla difesa dalle alluvioni e in relazione anche agli impegni assunti dall’Italia negli Accordi di Osimo (1977.)
Il Laboratorio Isonzo è stato avviato nel 2010 attraverso una serie di interviste alle realtà istituzionali, economiche e civiche della provincia di Gorizia e si è protratto fino alla primavera del 2012. In questo percorso sono stati programmati incontri - seminari pubblici, workshop, sopralluoghi e giornate aperte - suddivisi in tre fasi, ciascuna con propri specifici obiettivi:
• 1° fase - INFORMARE: scambiare informazioni tra portatori d’interesse per aumentare la consapevolezza sui problemi di gestione transfrontaliera delle portate del fiume Isonzo in relazione ai citati accordi (Legge 73/1977);
• 2° fase - CONSULTARE: confrontare i punti di vista in merito a fattibilità, efficacia e sostenibilità (sociale, ambientale, economica) di possibili soluzioni;
• 3° fase - PARTECIPARE: spiegare le soluzioni condivise.
Il “Laboratorio Isonzo” è stato una fucina di proposte e di analisi. Ha segnato un percorso da seguire in cui la partecipazione inclusiva delle parti interessate (comprese le comunità coinvolte) e lo sviluppo della capacità di identificare, valutare e condividere i benefici delle risorse idriche transfrontaliere, potrà sfociare in una efficace collaborazione multilaterale e far sì che si possano raggiungere vantaggi per tutti.

MOSTRA "ISONZO E OLTRE"

La nostra mostra e convegni “Isonzo e Oltre” tenutasi a Begliano (San Canzian d’Isonzo) dal 16 al 20 Settembre 2015, non voleva essere un’esposizione di belle foto, né voleva parlare solo del fiume Isonzo, né parlare di quest’ultimo in un ottica tecnica finalizzata all’analisi di come sfruttarlo meglio dal punto di vista agricolo,turistico o altro.

Il nostro intento era quello di sensibilizzare le persone a vedere “OLTRE”. Oltre all’Isonzo ridotto in un ruolo di strumento e non di valore, a vedere quanto il cambiamento ha umiliato ed impoverito un ambiente che era ricco di flora, di fauna, di storia e vedere quanto ancora è rimasto di bello e tutelarlo.

Dimostrare che, i problemi legati alla nostra piccola realtà in cui viviamo, sono i problemi di tutti e che non è più possibile studiare soluzioni senza considerare tutte le varie specialità che possono dare risposte e renderci più chiaro il percorso da intraprendere.

Il nostro desiderio era quello di portare gli ospiti di questa mostra, non solo a guardare le foto o a seguire i filmati realizzati da Ambiente 2000, ma a trovare dentro di sé il significato, la motivazione, di quanti valori c’erano e ci sono intorno a noi perché …“Siamo alberi con radici nel passato. Ciò che siamo è ciò che eravamo”.



 
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