Ambiente2000

Vai ai contenuti

Menu principale:

"La Terra ha abbastanza per il bisogno di ognuno ma non per la bramosia di tutti"
- Mahatma Gandhi -
Natura

Non dobbiamo considerare la natura come qualcosa di slegato da noi o come sfondo alla nostra vita, ma bensì fusi insieme. Quando parliamo di ambiente ci riferiamo alla relazione inscindibile tra natura e società che la abita e quando parliamo di inquinamento, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione anche alle scelte sociali, economiche, comportamentali, analizzando le interazioni dei sistemi sociali con quelli naturali.
Gli ecosistemi o i servizi ecosistemici e la biodiversità sono la base indispensabile per creare il “ luogo”dove
esiste la natura che conosciamo e si svolge la nostra vita. Solo avvalendosi dell’apporto di quegli elementi che determinano la qualità della vita, permettendo un equilibrio fra le varie attività che accadono nella biosfera, potremmo avere una natura sana e in equilibrio con i vari elementi che la compongono.
La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada oltre l’immediato; ormai non è più possibile limitarsi ad una visione naturalistica o paesaggistica a fronte di situazioni sociali e geopolitiche che hanno creato i presupposti per una distruzione ambientale.
Ciò che l’uomo sta minando è proprio l’equilibrio che gli permettere di esistere insieme a tutti gli altri organismi a lui indissolubilmente legati. Non ci si può chiudere nel proprio piccolo mondo d’interessi fatti spesso di banalità, che distolgono completamente l’individuo dall’ambiente che lo circonda. Anche la persona più superficiale e disattenta dovrebbe prendere coscienza e preoccuparsene, abbandonando la “cultura”del dominio e del profitto rapido e a tutti i costi per avere un approccio verso la natura diverso, empatico e rispettoso.                                                                                                                         

                                                                                                         




                         

Storia

La storia, indissolubilmente intrecciata alla natura permette di tenere memoria, e di apprendere dal passato.
Soprattutto la storia rurale di una quotidianità semplice, che come un cuore pulsante ha dato il ritmo ed il respiro all’espressione delle genti attraverso i loro mestieri, le loro tradizioni e il loro sapere.
La costruzione di un luogo e di un tempo, con modi diversi di vivere, con differenti culture, o legate ai cicli stagionali agricoli, tra luoghi amati e luoghi problematici ma tutti importanti nella costruzione della vita di quanti vi lavoravano e di quanti ne erano legati.
Un paesaggio antropologico rurale, un archivio vivente di fatiche umane , di conoscenze , di tecniche di sfruttamento delle risorse naturali, un complesso sistema di “saperi” locali che non vanno intesi come entità astratte e immutabili, ma cambiano nel tempo con l’esperienza, insieme a rappresentazioni e simbolismi trasmessi e riprodotti entro specifici ambiti relazionali.
E’ attraverso la storia che possiamo riscoprire “l’affettività” e le memorie individuali e collettive delle genti verso i luoghi e focalizzare l’importanza per la cura degli stessi , troppo spesso stravolti da un uso improprio delle tecnologie moderne, riacquisendo così il concetto di “limite”.

Paesaggio

L’importanza culturale, ambientale, sociale e storica del patrimonio paesaggistico ormai è riconosciuta unanimemente. In generale oggi si considera il paesaggio come qualcosa di dinamico, in continua evoluzione e, di conseguenza, difficilmente definibile poiché strettamente legato all’azione dell’uomo, il quale condiziona il paesaggio e ne viene al tempo stesso condizionato.
Negli elementi che formano l’abitabilità del ”luogo” o dell’insieme di ”luoghi” dove si svolge la vita dell’uomo vanno ovviamente considerati gli apporti dovuti alla storia, intesa come succedersi di avvenimenti, cambiamenti di assetti politici, climatici, geologici, architettonici, che insieme hanno portato a radicali mutamenti nella morfologia del territorio e dell’abitabilità.
L’uomo ha fortemente inciso sul territorio, dal Neolitico in poi e lo ha fatto sempre di più e sempre più in fretta.
Elemento fondamentale per la strutturazione del paesaggio sono le forze in gioco e di queste l’energia, nelle diverse forme è stata il principale fattore di trasformazione e ciò ha comportato una rapida emarginazione della “natura” in ambiti sempre più ristretti.
Il dilagare delle città e il conseguente consumo di suolo e di paesaggio sono il risultato delle modifiche di stili di vita evolutisi via via con l’aumento di energia utilizzata e sprecata.
Oggi più che mai la tecnica può cambiare molto rapidamente e profondamente non solo la struttura del luogo alterando il paesaggio, ma modificando sensibilmente gli ecosistemi e la biodiversità e quindi alterando profondamente le condizioni di vita banalizzando e omologando il paesaggio.
Perciò, quando si parla di tutela dell’ambiente, parliamo anche di tutela del paesaggio, perché sono due anime indiscindibili l’una dall’altra.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu